Vivere a lungo restando in salute: attività fisica, stili di vita e integrazione alimentare.

Il professor Camillo Ricordi è un ricercatore di fama internazionale, uno dei massimi esperti al mondo di trapianto di cellule pancreatiche nonché direttore del Diabetes Research Institute e del Cell Transplant Center dell’Università di Miami (Florida).
Diciamo che su questi temi non può essere considerato uno qualsiasi.
Nel suo ultimo libro spiega come una dieta equilibrata, integrata da sostanze protettive, unitamente alla attività fisica e uno stile di vita regolare, possano migliorare le aspettative di vita.
“Il nemico per eccellenza della longevità è l’infiammazione cronica associata al diabete, a malattie autoimmuni e alle malattie croniche legate all’età.”
Professor Ricordi, cosa s’intende per “longevità sana”?
“Il concetto di longevità sana comprende tutte quelle modalità di invecchiamento che ci consentono di prevenire o minimizzare la durata della fase di declino biologico”.
Qual è la causa dell’invecchiamento precoce?
“Il nemico per eccellenza della longevità è l’infiammazione cronica causata da diete malsane e da carenza di sostanze protettive come Vitamina D, Omega3, Polifenoli e attivatori delle sirtuine (le molecole della longevità). Negli ultimi anni, sempre più longevi sono affetti da malattie croniche degenerative: il 90% degli over 65. Una fascia di popolazione che raddoppierà nei prossimi 20 anni. Senza contare che tutto questo ha dei costi notevoli sulla spesa pubblica.”
A proposito di diabete, quali sono i maggiori fattori di rischio?
“Una dieta troppo ricca di grassi, omega 6, zuccheri, carboidrati raffinati e cibi processati sono sicuramente tra i maggiori fattori di rischio del diabete di tipo 2, ma iniziamo a capire che anche nel diabete autoimmune (tipo 1) diete ‘infiammatorie’ e carenza di sostanze protettive possono predisporre e aumentare il rischio non solo di diabete di tipo 1, ma anche di tutte le altre patologie autoimmuni. In queste condizioni, le cellule staminali e progenitrici del corpo, perdono più velocemente la loro capacità di riparare e rigenerare i tessuti perché l’organismo comincia a non produrre più alcune sostanze protettive come, ad esempio, i polifenoli e gli attivatori delle sirtuine”
Cosa sono le sirtuine?
“Sono le proteine della longevità che calano progressivamente con l’avanzate dell’età, ma in maniera più evidente a partire dai 35 anni di età e via via sempre meno nel corso del tempo. Dopo i 60 anni sono presenti nell’organismo a livelli minimi, circostanza che comporta una serie di inefficienze nell’organismo”.
La vitamina D divide medici e ricercatori. Lei cosa pensa al riguardo?
“Non ho dubbi che la vitamina D sia fondamentale. Ne abbiamo ricevuto conferma anche col Covid-19: chi ha livelli bassi di vitamina D ha un rischio di sviluppare forme gravi di Covid-19 14 volte più elevato di chi ha un buon livello di Vitamina D ed è in grado di rispondere in modo più efficace non solo al Covid-19 ma anche prevenire malattie autoimmuni e altre patologie legate all’avanzare dell’età, soprattutto negli ultra 65enni”.
Quanto conta lo stile di vita?
“Il fumo è indubbiamente dannoso per la salute, mentre moderato consumo (non più di due bicchieri standard al giorno) di alcol, soprattutto vino rosso, sono uno dei 4 elementi associati al prolungamento della longevità (assieme a moderato esercizio fisico, assenza di fumo e livelli adeguati di Vitamina C). Ma è la sedentarietà il fattore negativo più importante associato alla longevità malata”.
Tornando al suo ultimo libro, il sottotitolo recita: “Per tornare biologicamente giovani”. Quindi possiamo fermare il tempo?
“Fermarlo no, tornare indietro sì”.
Cioè?
“Ovviamente mi riferisco all’età biologica, non a quella cronologica. Il 2 dicembre 2020, la rivista Nature ha dedicato la sua copertina a un concetto che fino a pochi anni fa sarebbe stato considerato un’ipotesi fantascientifica: Turning Back Time ovvero ‘far tornare indietro il tempo’, mettendo per la prima volta in discussione il dogma dell’inevitabilità dell’invecchiamento”.
Quindi l’elisir di lunga vita esiste davvero?
“L’obiettivo è quello di rimanere al 100% della forma fisica e mentale, senza malattie, fino all’ultimo giorno di vita. L’obiettivo non è vivere fino a 120 anni da malati, ma arrivare alla fine dei nostri giorni in salute”.
Centovent’anni di “longevità sana” è un traguardo ambizioso.
“L’unica maniera sicura per fallire è non provarci”.
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