Perché bisognerebbe sempre allenarsi?

La scelta di allenarsi non è un fatto solo estetico ma prima di tutto di salute.
Fare attività fisica può essere importante quanto assumere un determinato farmaco nel prevenire la comparsa e la progressione di una malattia legata all’età.
Cos’è la sarcopenia?
L’inattività fisica accelera la sarcopenia e predispone a moltissimi problemi di salute, compreso il cancro.
Il termine sarcopenia deriva dal greco e indica appunto la perdita di massa muscolare che si osserva naturalmente con l’invecchiamento.
Come tutti gli altri nostri organi, i muscoli invecchiano e si assottigliano diventando progressivamente poco efficienti e infiltrandosi di grasso. Oggi sappiamo che la sarcopenia è strettamente collegata alle alterazioni del metabolismo glicidico (diabete), allo scompenso cardiaco, all’osteoporosi e al deficit cognitivo (demenza).
La nostra massa muscolare si riduce mediamente del 2-3% ogni anno a partire dai 40-50 anni cosicché la forza diminuisce del 30% dopo i 65-70 anni. A 75-80 anni il nostro patrimonio muscolare può essere ridotto anche più del 50%.
E’ quello che succede e che osserviamo nei nostri familiari più anziani: debolezza persistente, camminata incerta e maggiore tendenza a cadere. Ci si ammala più facilmente di diabete, si diventa meno resistenti alle infezioni durante la stagione invernale, tardano a guarire le ferite della pelle ecc.
Perché allenarsi sempre è importante?
Il tema della perdita di massa muscolare associata all’età è stato uno dei temi al centro dei lavori del 5° congresso nazionale Sinuc (Società italiana di nutrizione clinica) tenutosi nei primi giorni di OTTOBRE 2022 a Lecce, presieduto dal prof. Maurizio Muscaritoli docente di nutrizione clinica della Università La Sapienza di Roma.
Secondo il prof. Paolo Orlandoni, geriatra direttore della U.O. di Nutrizione clinica all’Irccs-Inrca di Ancona, “la perdita della massa magra è una vera e propria sindrome clinica di cui è complice anche una scarsa attività fisica, la dieta inadeguata e l’assunzione contemporanea di più farmaci. I pilastri per un invecchiamento di successo sono: l’attività fisica, la dieta e il controllo dell’infiammazione.
“In presenza di una diminuzione della massa muscolare è possibile agire con un intervento nutrizionale mirato con apporto proteico adeguato. Occorre però tenere conto che nell’organismo anziano la capacità di utilizzare le proteine diminuisce di circa il 28% mentre aumenta la presenza di molecole che interferiscono negativamente sugli ormoni della crescita e gli androgeni”.
Il prof. Orlandoni sottolinea che sempre più studi sperimentali e clinici documentano l’efficacia della supplementazione proteica o con aminoacidi. E’ stato anche visto che l’integrazione con aminoacidi essenziali è superiore a qualsiasi regime iperproteico per efficacia, rapidità e sicurezza. Gli aminoacidi essenziali ripristinano la sintesi proteica entro poche ore anche nel soggetto anziano con un risparmio energetico senza coinvolgere il lavoro digestivo da parte del pancreas. E la somministrazione orale ha una efficacia pari alla somministrazione per via venosa”.
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