Fegato grasso: di cosa si tratta?

La steatosi epatica non alcolica (NAFLD= Non Alcholic Fatty Liver Disease), detta anche fegato grasso, è un problema che colpisce il 6,5% della popolazione mondiale per il quale non esistono farmaci di accertata efficacia.
Contrariamente a quanto si possa pensare, il problema non deriva dal consumo eccessivo di grassi e cibi fritti ma da una infiammazione del fegato dovuta principalmente ai carboidrati e ai cibi processati, come peraltro dimostra la tendenza all’insulino-resistenza e al diabete di questi pazienti.
Un gruppo di ricercatori del dipartimento “Scienza e Salute” dell’Università della Magna Grecia della Calabria ha recentemente pubblicato un interessante articolo sull’uso dei polifenoli nella steatosi epatica:
“L’interesse per i polifenoli come integrazione nutraceutica nella steatosi epatica è in aumento, poiché ognuno di questi composti può offrire proprietà salutari per il fegato. Considerando che la NAFLD rappresenta una sfida imminente per gli studiosi e i sistemi sanitari di tutto il mondo, è plausibile considerare i polifenoli come un potenziale nuovo approccio terapeutico per trattare l’accumulo di grasso epatico e le sue conseguenze.
Questo approccio è supportato da numerosi studi in vitro, su modelli animali ma pochi studi clinici perché gli studi su soggetti umani soffrono della limitazione pratica di ottenere biopsie epatiche per replicare le valutazioni condotte negli studi utilizzando modelli animali. In ogni modo, contesti preclinici e clinici hanno mostrato molti effetti favorevoli dei polifenoli, come l’aumento dell’ossidazione degli acidi grassi e la modulazione della resistenza all’insulina, controllo dello stress ossidativo e dell’infiammazione che rappresentano le principali fasi patogenetiche dell’insorgenza e della progressione della malattia.
Tutti i polifenoli o gli estratti ricchi di polifenoli hanno riportato una certa efficacia nel ridurre l’accumulo di trigliceridi nel fegato, ma ciascun composto testato mostrerebbe un target molecolare peculiare.”
Oltre a condividere quanto affermano questi ricercatori, noi aggiungiamo che i polifenoli sono suscettibili di risposte che possono variare da individuo a individuo e che la loro biodisponibilità (quantità di sostanza assorbita e clinicamente attiva) migliora nettamente con l’associazione di più di queste sostanze.
Tali osservazioni ci portano poi ad affermare che il Mythelor è effettivamente un prodotto unico in termini di qualità e praticità fra tutti quelli a base di polifenoli presenti in commercio.
Il motivo è che nella sua formula sono stati combinati quattro polifenoli naturali fra i più attivi e più studiati come quercitina, oleuropeina, catechine del tè verde, fisetina ad altissimo grado di purezza.
Condividi questo articolo con i social che preferisci
Articoli correlati

Immunità e metabolismo mitocondriale: il nuovo ruolo dei mitocondri nella lotta contro il cancro
La ricerca oncologica sta aprendo nuove prospettive sul rapporto tra sistema immunitario, metabolismo cellulare e mitocondri. Se per molto tempo [...]

Polifenoli e circolazione sanguigna: come sostenere la salute cardiovascolare
La circolazione sanguigna svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento della salute dell'organismo. Attraverso il sistema cardiovascolare, ossigeno e nutrienti raggiungono [...]

Come tornare in forma dopo le vacanze: alimentazione, attività fisica e supporto nutrizionale
Dopo le vacanze è normale ritrovarsi con qualche chilo in più, una sensazione di gonfiore o semplicemente con la percezione [...]

Aminoacidi: cosa sono, a cosa servono e quali sono i loro benefici
Quando si parla di alimentazione e benessere, l'attenzione viene spesso concentrata sulle proteine. Ma cosa succede realmente quando assumiamo un [...]
