Proteggere i mitocondri per vivere sani

Avere la glicemia alta, l’ipertensione oppure dei dolori alla schiena è piuttosto frequente nella popolazione anziana.
Il diabete, la pressione alta e l’artrosi sono problemi che dipendono dagli stili di vita ma sono trattati soprattutto con i farmaci, senza intervenire sulle cause che li hanno prodotti.
Prescrivere un farmaco è certamente più comodo, richiede minore impegno da parte del paziente e minore perdita di tempo da parte del curante. I pazienti vedono i farmaci come liberazione dai loro mali, ma non è esattamente così.
È come se, per risolvere il problema di una perdita d’acqua, chiudessimo tutti i rubinetti senza cambiare le tubazioni bucate.

Le proiezioni sullo sviluppo delle principali malattie che affliggono la popolazione mondiale mostrano che nei prossimi decenni una persona ogni otto soffrirà di diabete, una ogni quattro avrà la pressione alta e altrettante lamenteranno l’artrosi nonostante l’arrivo di farmaci sempre più moderni. Cresceranno anche i casi di Alzheimer e di Parkinson, i tumori e gli ictus ischemici.


Cosa possiamo fare?


Bisogna ricordare che i farmaci non rimuovono le cause della malattia, semmai ne nascondono i sintomi. Prescrivere più attività fisica e promuovere una corretta nutrizione è la strategia più efficace, sicura ed economica per invertire il trend. Per questo occorre un profondo cambio di mentalità nella popolazione e nelle scuole di medicina.

Prendiamo come esempio il diabete di tipo 2.
Il diabete è una malattia strettamente correlata al consumo di carboidrati, i nutrienti ormai più abbondanti sulla nostra tavola. I carboidrati sono nascosti nella pasta e nel pane, nei succhi di frutta e nelle bibite gassate, nelle torte, nei gelati, nei biscotti, nelle caramelle, ecc…
Come è possibile fare 2-3 pasti al giorno, 100 al mese, 1200 pasti all’anno e non diventare diabetici?
Agli inizi del secolo scorso, i nostri nonni avevano tanti altri problemi ma raramente soffrivano di diabete perché consumavano 1/16 dei carboidrati che consumiamo noialtri.

In una piccola ricerca è stato visto che su 10 soggetti diabetici, di cui 9 trattati con i più famosi farmaci ipoglicemizzanti e 1 solo invitato a fare una dieta “low carb” e attività fisica costante, si è visto che quell’unico paziente aveva risultati nettamente migliori rispetto a coloro che seguivano la terapia farmacologica.


Il motivo?


La dieta “low carb” e l’attività fisica riattivano il metabolismo mitocondriale, migliorano la risposta all’insulina e riducono la glicemia, aumentano la massa muscolare e combattono l’accumulo di grasso.
Non solo: le diete a basso contenuto di zuccheri riducono l’infiammazione e la produzione endogena di colesterolo, migliorano le difese immunitarie, sollevano l’umore e facilitano il sonno senza provocare, contrariamente ai farmaci, alcun effetto collaterale a lungo termine.
Non mettiamo la testa sotto la sabbia: modificare lo stile di vita è faticoso ma è l’unico strumento per riparare i danni e sperare di trascorrere una vecchiaia accettabile.
Gli integratori di aminoacidi essenziali e di polifenoli, come il Mythoxan HD e il Mythelor, possono aiutare perché promuovono l’autofagia (pulizia delle cellule usurate), stimolano la sintesi di nuovi mitocondri e contrastano l’infiammazione cellulare.

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