GLP-1 e aminoacidi per dimagrire

A chi non piacerebbe mangiare tutto ciò che si vuole e allo stesso tempo sentirsi in forma, invecchiare bene e godere di ottima salute?
Purtroppo però, se non si rispettano determinati equilibri, non è possibile farsi troppe illusioni.
Dobbiamo fare attenzione ai cibi che infiammano l’intestino e alterano il microbiota intestinale.
Sicuramente gli zuccheri infiammano l’intestino, sregolano il sistema immunitario e favoriscono la comparsa di malattie cardiovascolari, metaboliche e autoimmuni quali artrite reumatoide, tiroidite di Hashimoto, morbo di Crohn, sclerosi multipla.
Gli zuccheri alimentano il grasso e provocano una serie di danni che un tempo erano inimmaginabili.
In questo ultimo periodo si parla moltissimo di diete dimagranti e di alcuni nuovi farmaci, peraltro costosissimi, che agiscono sul GLP-1 un ormone, appartenente alla famiglia delle incretine, prodotto da alcune cellule dell’intestino e del cervello.
Questo ormone è capace di stimolare la produzione di insulina nel pancreas, aumentare la sazietà e ridurre la fame. Uno di questi farmaci chiamato Wegovy, nato per il diabete, è ormai introvabile nelle farmacie di tutto il mondo per l’enorme richiesta del pubblico a scopo dimagrante.
Un articolo del 2019 della rivista Endocriniology, Diabetes & Metabolism descrive l’effetto della somministrazione di 15g di aminoacidi essenziali per via orale sulla produzione di incretine, come il GLP-1, con conseguente rallentamento dello svuotamento gastrico, aumento del senso di sazietà e riduzione dell’appetito.
“The effect of oral essential amino acids on incretin hormone production in youth and ageing – 2019”
Cosa dicono questi esperti?
“Abbiamo dimostrato che gli EAA sono in grado di indurre aumenti delle incretine e degli ormoni insulinici. È stato riscontrato un effetto differenziale dimostrabile degli EAA sulla produzione di insulina quando somministrati per via orale e abbinati a un equivalente endovenoso. I nostri risultati suggeriscono anche che un effetto indotto dall’EAA viene fornito attraverso aumenti ormonali probabilmente correlati al GIP. I nostri risultati suggeriscono che il processo di invecchiamento fisiologico non influisce negativamente sul rilascio dell’ormone incretina indotto dall’EAA. Pertanto (anche se non è stato stimato direttamente in questo studio), prevediamo che l’effetto incretinico associato nella popolazione anziana probabilmente rimarrà intatto. Sono necessarie ulteriori ricerche per informare interventi clinicamente o nutrizionalmente significativi, in particolare che potrebbero chiarire i meccanismi attraverso i quali le cellule L e K percepiscono l’EAA nell’intestino e il rilascio degli ormoni mediato dall’EAA sia nella giovinezza che nell’invecchiamento”.
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