Botta e Risposta

Sempre a proposito di aminoacidi e di quanto occorra star lontano dai giudizi se non si è esperti in materia…

Un atleta pone un’interessante quesito:
“Fino ad oggi la Glutammina era considerata un ottimo aminoacido per la massa muscolare e il recupero energetico, oltreché utile a migliorare le difese immunitarie intestinali… Adesso si viene a sapere che non solo non serve a niente ma è cibo per le cellule tumorali. E la sua assunzione inibisce l’enzima che la sintetizza. Ma perché viene ancora venduta e decantata da quasi tutte le marche?”
Il dottor Giordano, esperto in nutrizione sportiva, risponde:
“Innanzitutto occorre dire che la Glutammina costa poco e offre un guadagno interessante a chi la vende. I suoi presunti vantaggi si basano su lavori di oltre 20 anni fa, non controllati e sponsorizzati dai produttori. Dal 2010 in poi sappiamo che le cellule tumorali sopperiscono al fatto che l’enzima piruvato carbossilasi, che converte l’acido piruvico in ossalacetico, è meno attivo utilizzando in sostituzione proprio la Glutammina. Poi, il National Cancer Institute ha scoperto che le cellule tumorali sono molto efficienti nel controllare il metabolismo della glutammina tramite l’oncogene c-Myc, coinvolto in molti sviluppi metastatici delle cellule tumorali.
Infine, i vecchi studi non avevano valutato che negli atleti con una carenza di Glutammina è molto meglio somministrare gli aminoacidi essenziali che ne controllano la sintesi la dove serve, quando serve e quanta ne serve alle cellule sane.
Sappiamo che la Glutammina normalmente presente nei cibi viene regolarmente degradata e non assimilata lasciando direttamente al fegato la regolazione della sua sintesi, mentre l’assunzione esogena altera questi fini meccanismi epatici e intestinali forzando il sistema organico e sviluppando una potenzialità pericolosa”.

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